02.01.2011Alessandro Di Maio

Volorapido 2007. Oracolo storico

Affacciato sul balcone più alto del Palazzo, Ferdinando Alberto del Monferrato, principe della Casata dei Principi della Valle del Mela, seguiva l’ingresso in porto di una piccola imbarcazione di pescatori. A remare era Don Ciccio, un uomo temprato dal sole e dal sale del mare, un punto fermo per la comunità. Vestiva pantaloni marroni, una camicia bianca con larghi quadri blu e marroni e un cappello di paglia perforato sui lati, e remava con lentezza, rendendo naturale il movimento della barca. Affascinato dalle piccole e delicate creste sull’acqua e dai vortici dei remi, il principe pensava: “l’acqua che la barca si lascia dietro sembra più trasparente e pulita”. Alzò il braccio destro salutando il pescatore, il quale, voltandosi verso di lui, drizzò i remi e, fermata la barca, prese il cappello con una mano operando un piccolo inchino.

Read more →

02.01.2011Alessandro Di Maio

Bianco, nero, colore

Le immagini in bianco e nero corrono sul filo dei ricordi. Gli uomini sono piccoli, numerosi e brulicanti come formiche. Tutto gira velocemente, tutto è sfocato. I suoni non esistono, ci sono solo immagini. Il mondo gira su se stesso e attorno al Sole, la Terra si rivoluziona, rimane la stessa. Anzi cambia lentamente, si riforma, muta, rivoluziona. La Terra si distrugge. Noi uomini siamo gli stessi, non mutiamo eppure sembriamo farlo. Ci crediamo. Sembriamo scaldati dal primo colore. Costruiamo e decostruiamo, distruggiamo e c’incontriamo; poi discutiamo, dormiamo, ci innamoriamo e ammazziamo.

Read more →

02.01.2011Alessandro Di Maio

Dorog, la sconosciuta

Dorog è una città dell’Ungheria settentrionale situata a quaranta chilometri dalla capitale Budapest, a breve distanza dalla frontiera Slovacca tra i monti Pilis e Gerecse. Fondato nel 1181 e distrutto dalla successiva invasione ottomana, Dorog era un piccolo villaggio di poche centinaia di anime, pedine dei primi giochi internazionali tra grandi Stati. Ricostruito e sottoposto all’autorità degli Austro-Ungarici, nel 1765 il villaggio si espanse rapidamente grazie alla nascente industria asburgica, alimentata dalle numerose miniere di carbone presenti nei dintorni e dalla grande disponibilità d’acqua. Nel 1765 il villaggio fu dotato di una chiesa cattolica in stile barocco e poi nel 1895 di un collegamento ferroviario con la capitale, a cui - dopo la Prima Guerra Mondiale e il Trattato di Trianon che sanciva lo smembramento del Regno d’Ungheria - si aggiunse anche una chiesa calvinista costruita dai minatori giunti dalla Transilvania.

Read more →

02.01.2011Alessandro Di Maio

Il Danubio notturno

Era notte, il silenzio totale, la Luna alta, piena, completamente bianca. Intorno a me alti alberi da taglio mangiavano il cielo scuro. Non c’era vento e l’aria era leggera, secca, fredda. Tutto era immobile, eppure tutto si muoveva. Stavo in piedi con il solo costume a coprirmi il corpo. Contemplavo il Danubio o quel che riuscivo a vedere. Silenzioso, consapevole o meno, percorreva il suo cammino, una strada nera che separava due rive di alberi uguali. Dagli alberi dietro di me sentii arrivare gli amici ungheresi che mi avevano portato lì. Ragazze diplomate in collegi cattolici e laureande in università cattoliche. Quando raggiunsero la riva mi salutarono, si tolsero i vestiti e si inabissarono una alla volta nelle calme acque del fiume.

Read more →

02.01.2011Alessandro Di Maio

Autunno a Piliscsaba

Il cadere delle prime foglie dagli alberi annunciò l’arrivo dell’autunno a Piliscsaba, una cittadina ungherese a circa trenta chilometri nord da Budapest. Non ero mai stato in un paese continentale senza sbocco al mare. Da questo punto di vista l’Ungheria dell’estate 2007 mi fu madre. Fu una tappa fondamentale, un indicazione chiara della strada da seguire, un’esperienza proficua che mi insegnò a viaggiare attraversando confini, montagne e fiumi. Lì imparai a camminare ascoltando, osservando, comprendendo la natura; imparai a chiedere passaggi in macchina o a cavallo, a viaggiare con quattro stracci chiusi in un sacco da portare sulla spalla. A Piliscsaba l’aria fresca attraversava i tessuti dei vestiti, mentre il cielo, ogni giorno più velato da pugni di nuvole, incastrava il sole in un piccolo e debole cerchio giallo. L’estate era scivolata via come sabbia tra le dita, scandita dalle lezioni tenute all’Università Cattolica Peter Pazmany.

Read more →

02.01.2011Alessandro Di Maio

Per Viale Manzoni, Roma

Sophie è una ragazza tedesca bionda, magra e ossuta. E’ con lei che ho attraversato la più bella Roma che abbia mai visto e vissuto in vita mia. Era una Roma insolita, estiva, notturna, deserta. I monumenti erano silenziosi, le strade vuote, l’aria fresca, i barboni rannicchiati sotto le porte degli uffici pubblici, la Luna illuminava quel che poteva. Avevamo passato la serata all’Isola Tiberina, trasformata in festa dal caldo dei primi di Luglio. Bancarelle, ristoranti, pub, cinema e librerie all’aperto affollavano davano ospitalità alle migliaia di persone spinte lì dalla calura serale.

Read more →

Page 14 of 17 pages « First  <  8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 >